La nuova normativa del codice degli appalti relativa al dragaggio prevede l’utilizzo di mezzi ecologici per l’estrazione dell’inerte dai porti, inquinati o meno che siano.
Le procedure di dragaggio a basso impatto, si basano sui requisiti di selettività, precisione di posizionamento e taglio, minimizzazione della torbidità e delle perdite di materiale, ottimizzazione della concentrazione del materiale dragato, sicurezza dei lavoratori.
La selettività e la precisione costituiscono i principi di economia fondamentale: risulta fondamentale essere in grado di scavare separatamente diversi tipi di materiali con diversi gradi di inquinamento e non, contenenti contaminanti di particolare gravità.
La limitazione e controllo della torbidità richiedono in genere una modifica alla testa dragante o alla pompa di aspirazione affinché tutto il materiale tagliato o aspirato sia allontanato.
Poiché nella maggior parte dei casi una frazione del materiale presente sul fondo tende ad aderire all’esterno del meccanismo di rimozione e nella sua movimentazione viene rilasciato, si affiancano misure di mitigazione aggiuntive quali le panne mobili o le barriere fisse.
Occorre inoltre minimizzare il volume dragato limitando la quantità d’acqua contenuta nei fanghi di dragaggio in quanto spesso questa non ha le caratteristiche per essere direttamente reimmessa nell’ambiente e deve essere trattata, con conseguenti maggiori costi.
Nel pensare ad un nuovo sistema dragante, idoneo a far fronte a queste nuove condizioni, abbiamo voluto estendere il concetto di DRAGAGGIO AMBIENTALE in quanto l’operazione di dragaggio non si esaurisce con l’estrazione del materiale, bensì con il trasporto dello stesso alla sua dimora finale. Pertanto non solo deve essere assicurata l’assenza di DISPERSIONE durante il PRELIEVO del sedimento, ma anche durante tutte le fasi del TRASPORTO fino a CONFERIMENTO.
E’ sulla base di questa definizione “allargata” di DRAGAGGIO AMBIENTALE, che abbiamo studiato un SISTEMA DI DRAGAGGIO ECOLOGICO alternativo alle classiche benne ecologiche che risultano essere poco produttive e molto costose: un sistema completamente chiuso, che porta a zero i rischi di dispersione del materiale, e grazie al quale, con un sistema di curve a tre vie con ghigliottine telecomandate da bordo draga, l’operatore potrà scaricare il materiale non inquinato alle varie distanze previste dal piano di dragaggio senza mai entrare in contatto con il materiale inquinato che sarà trattato dall’impianto a terra.
La draga a pompa risulta essere superiore alla draga a benna per i seguenti motivi:
– possibilità di estrarre i sedimenti esattamente secondo il piano di dragaggio, grazie all’agilità del mezzo ed alla versatilità del disgregatore che può dragare in avanzamento e spostandosi lateralmente, ma, soprattutto, consente l’estrazione selettiva con precisione centimetrica;
– possibilità di estrazione selettiva ed ecologica grazie al sistema disgregante a tazze;
– possibilità di trasporto diretto in circuito chiuso all’impianto di Soil Washing, che rende il materiale selezionato decontaminato e privo degli inquinanti i quali vengono concentrati nella frazione fine e disidratati, restituendo acqua avente i parametri idonei per lo scarico in mare escludendo cosi qualsiasi rischio per l’ambiente circostante e per gli operatori.
– possibilità di effettuare un dragaggio ecologico per tutti i sedimenti, anche per quelli non inquinati, ma soprattutto per quelli “potenzialmente inquinati”, così da evitare la dispersione in mare degli idrocarburi che solo per via della bassa concentrazione non sono stati computati fra i sedimenti da smaltire in discarica, ma che costituiscono comunque parte del problema del dragaggio di qualunque porto;
– assenza di materiale in sospensione in ogni fase del dragaggio;
– elevata produttività della draga;
– sicurezza del personale e rispetto dell’ambiente;
– velocità di estrazione;
Il disgregatore a tazze è un innovativo sistema disgregante dotato di tazze cave, che lavorando in verticale, consente alla draga di operare anche in avanzamento lineare.
Ciò, insieme alla precisione del taglio dovuto alla potenza del disgregatore ed alla conformazione delle tazze, consente di eliminare quasi completamente l’intorbidimento delle acque durante le fasi di lavoro: tutto il materiale messo in sospensione, infatti, viene preso immediatamente in carico dalla depressione creata dalla pompa e, grazie ad una speciale paletta, convogliato direttamente nella bocca di aspirazione.
Per ottimizzare le potenzialità del disgregatore a tazze ed effettuare il lavoro con precisione chirurgica, la ID 200 DDOT ECO di un argano di tiro frontale.
L’effetto combinato di questi 2 elementi, consente la suddivisione in strisce di qualsiasi area del territorio. La draga potrà operare su strisce parallele avanzando grazie all’argano di tiro anteriore.
Al termine della striscia programmata, il sistema di controllo dello scavo installato, dopo aver regolato automaticamente la profondità di escavo in funzione del piano di dragaggio, bloccherà le operazioni con precisione centimetrica.
A quel punto la draga potrà, grazie al tiro laterale, spostarsi perpendicolarmente alla linea di dragaggio per cominciare la rimozione di una nuova striscia di sedimenti parallela alla precedente.
La perfezione dello scavo ottenibile con queste tecnologie non è avvicinabile con nessuna metodologia alternativa disponibile oggi sul mercato.
Inoltre, il disgregatore sarà dotato di una speciale cuffia eseguita in modo da poter ruotare in modo solidale con la ruota del disgregatore così da potersi adattare al meglio alla tipologia del fondale ed evitare la dispersione di quel poco materiale che potrebbe trovarsi all’esterno delle tazze.
Nell’ambito dei lavori di dragaggio e di bonifica dei fondali di un porto, la progettazione del sistema di Soil Washing, e degli impianti ad esso complementari, si inserisce nel più ampio concetto di “estrazione ambientale” che è alla base del dimensionamento di tutti gli elementi costituenti l’intero processo di lavorazione, dal dragaggio al riutilizzo finale dei materiali recuperati. La filosofia progettuale concepisce il processo di estrazione ambientale come l’insieme di tutte le operazioni necessarie per il raggiungimento degli obiettivi generali del progetto nel rispetto dei criteri specifici di progettazione.
L’impianto di Soil Washing costituisce un elemento fondamentale del processo di estrazione ambientale e viene implementato come processo strettamente interconnesso a tutti gli altri.